venerdì 8 maggio 2015

Lo strano caso del Dottor.T - di Monica Coppola [incipit]


Da qualche giorno le cose mi quadravano meno del solito.
Starnutivo ripetutamente ed avevo sempre sonno.
In più, tanto per gradire, mi erano comparse due macchioline rosse sul collo che mi facevano sembrare un appetibile dessert per giovani licantropi.
Così la Dottoressa C., medico curante, mi ha spedita dritta dall’esimio Dottor T., allergologo di sua fiducia.
Calvo e mingherlino, occhietti penetranti e un camice che quasi sembrava danzare attorno alla sua esile figura, il Dottor T. mi ha osservata grattandosi il mento ossuto.
"E' solita ad usare gioielli in acciaio, nichel o..."  mi ha domandato, indirizzando uno sguardo torvo ai miei orecchini "…plastica e altre diavolerie simili?"
Istintivamente la mia mano è corsa a coprire le lunghe margherite made in china che penzolavano allegramente sul mio lobo sinistro.
"Bhe, sì. Ma solo ogni tanto…" ho ammesso imbarazzata
"Mmm… lo sospettavo" ha mugugnato maneggiando con alcune provette "Fuma, beve o fa uso di sostanze particolari?"
"Macchè!" ho scosso subito la testa con decisione "Non reggo nemmeno un sorso di Heineken!"
"Mmm … sospettavo anche questo" ha aggiunto osservandomi  con commiserazione.
Poi ha inzuppato un batuffolo in una tazza d’alcol cospargendomi l’avambraccio di gocce minuscole, mentre la sua penna, lunga ed affilata, scarabocchiava incomprensibili simboli.
A quel punto i sospetti sono venuti a me…
I suoi occhi da pipistrello hanno iniziato quasi a roteare mentre dalle sue labbra sottili si diffondevano vocaboli sconosciuti “Cladosporium herbarum…mucor mucedo…alternaria tenuis…pennicillum notatum.”
Mi sentivo la protagonista di un rito esoterico e temevo che il suo camice iniziasse a volteggiare come uno spettro, circondato da pozioni che si libravano in volo, sogghignanti.

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